Alessandro Rosa

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Acqua e residuo fisso: Tutto ciò che c’è da sapere

di |2017-02-20T15:18:46+01:0020 Febbraio 2017|

Nell’articolo precedente abbiamo visto che il residuo fisso rappresenta la quantità di sali minerali contenuta in un’acqua e che alcune di queste sostanze (in particolare magnesio e calcio) hanno un effetto protettivo sulla salute. Per tutte le acque imbottigliate e anche per quelle di acquedotto è disponibile una tabella con le caratteristiche chimico-fisiche, le quali si traducono in un particolare effetto sull’organismo. Ogni acqua è diversa dalle altre e questa grande varietà può disorientare il consumatore. È importante quindi saper scegliere in modo consapevole l’acqua più adatta alle diverse fasi della nostra vita o nel caso siano presenti patologie specifiche. La “leggerezza” di un’acqua non rappresenta tanto una “qualità”, quanto piuttosto una “caratteristica” della stessa ed in via generale l’unica classificazione degna di nota che si può fare in base al residuo fisso riguarda le acque particolarmente ricche di sali minerali (1500 mg/l o superiore). Questo tipo di acque infatti possono avere caratteristiche terapeutiche e di solito la loro assunzione è consigliata sotto controllo medico. Vediamo ora invece come è possibile classificare l’acqua in base agli oligoelementi in essa contenuti: [...]

L’importanza dell’acqua nella vita e nello sport

di |2017-02-18T11:59:45+01:0018 Febbraio 2017|

L’acqua è di gran lunga l’alimento che più ci è necessario e che assumiamo in quantità più elevata di ogni altro. Infatti, mentre un digiuno può essere portato avanti anche per alcune settimane, non riusciremmo a resistere più di qualche giorno senza bere. Come tutti gli alimenti anche l’acqua possiede le sue sostanze nutritive, rappresentate dai tanti sali minerali in essa disciolti, più sono numerosi e più è ricca di nutrimento. Proprio il contenuto di sali minerali è fonte di classificazione e soprattutto di pareri contrastanti sui diversi tipi di acqua. La quantità di minerali presenti in un litro di acqua, dopo evaporazione a 180°C, rappresenta il famoso residuo fisso, in base al quale le acque vengono classificate come: - Minimamente mineralizzate (residuo fisso < 50mg/l) - Oligominerali (residuo fisso tra 50 e 500 mg/l) - Medio minerali (residuo fisso tra 500 e 1500 mg/l) - Ricche di sali minerali (residuo fisso > 1500 mg/l) Le acque con elevato contenuto di minerali, dette anche “dure”, sono responsabili della formazione di calcare negli elettrodomestici o nei rubinetti e questa caratteristica ha [...]

Le 10 porzioni giornaliere di frutta e verdura

di |2017-02-13T11:51:00+01:0018 Gennaio 2017|

Nel mio ultimo articolo, relativo ai fattori che influiscono sui processi di crescita ma anche di invecchiamento, ho parlato dei radicali liberi e dell’importanza di assumere giornalmente fino a 10 porzioni tra frutta e verdura. Alcune persone hanno espresso perplessità a riguardo, ritenendo eccessivo per il nostro intestino un chilo di vegetali al giorno, principalmente per l’alto contenuto di fibre... oppure perché per molti avvicinarsi a questi quantitativi significa obbligatoriamente affidarsi ad integratori. Ma in fin dei conti in TV non dicono che bastano 5 porzioni? Passiamo velocemente in rassegna alcuni punti, che molto probabilmente verranno poi approfonditi in modo specifico. Sicuramente un intestino non abituato avrà difficoltà a gestire un elevato contenuto di fibre, che non sono presenti solo in frutta e verdura, ma anche nei cereali integrali, legumi, frutta secca ecc. Non tutte le fibre sono uguali, si differenziano in solubili e insolubili, ma generalizzando possiamo dire che oltre a regolare la velocità di assorbimento dei nutrienti, rappresentano anche il nutrimento fondamentale della nostra flora batterica. Non per questo i benefici sono limitati al tratto intestinale, ma anzi le fibre hanno [...]

Radicali liberi

di |2017-02-13T11:49:26+01:0021 Novembre 2016|

Nel primo articolo sulla recovery proteica abbiamo visto che tra i fattori che giocano un ruolo nei processi di invecchiamento, fondamentalmente gli stessi che regolano anche lo sviluppo e la crescita muscolare, ci sono i radicali liberi. Come già detto a proposito di glicemia e insulina, è importante tenere sotto controllo l’azione dei radicali liberi, poiché i meccanismi di crescita vengono già stimolati da una integrazione mirata con aminoacidi. Ma quali sono gli effetti dei radicali liberi? Oltre a favorire l’invecchiamento la loro azione è associata a infiammazione e patologie croniche, come quelle cardiovascolari, degenerative o tumorali. I radicali liberi infatti sono delle specie chimiche estremamente reattive che, a causa della mancanza di un elettrone nell’orbitale esterno, tendono a legarsi ad altre molecole vicine compromettendone le funzioni e creando nuove molecole instabili in una sorta di reazione a catena. Non a caso essi rappresentano uno dei principali meccanismi di danneggiamento cellulare, al punto che questa caratteristica viene sfruttata dai medicinali chemioterapici per provocare la morte delle cellule tumorali. Tralasciando questo caso particolare che esula dal nostro tema, in tutte le [...]

Indice glicemico

di |2017-02-13T11:48:42+01:0020 Ottobre 2016|

Possiamo definire in modo un po' semplicistico l’indice glicemico dei cibi come un valore numerico che rappresenta la capacità di un determinato alimento di alzare la glicemia, ovvero la concentrazione di zucchero nel sangue. Il valore generalmente preso come riferimento è quello del glucosio puro, il quale ha un indice glicemico pari a 100. L’aumento della glicemia provoca una risposta del nostro organismo che consiste nella secrezione di insulina, che ha la funzione di gestire questo zucchero e farlo entrare nelle cellule per essere utilizzato. I cibi ad alto indice glicemico alzano molto rapidamente la glicemia, il corpo produce una grande quantità di insulina per gestire questo carico di zuccheri e di conseguenza, spesso dopo poco tempo, si ha un abbassamento repentino della glicemia, la cosiddetta “ipoglicemia reattiva”. Questa condizione provoca un’intensa sensazione di fame, un calo delle energie e difficoltà a concentrarsi, che spesso ci porta a dover fare uno spuntino per essere in grado di continuare le nostre attività in modo produttivo. Esempio grafico curva risposta glicemica Questi continui sbalzi di glicemia e insulina, oltre all’effetto appena descritto [...]

Approfondimento sulla recovery proteica

di |2017-02-13T11:47:51+01:0019 Ottobre 2016|

Nella prima parte dell’articolo abbiamo visto quali sono i meccanismi alla base dell’integrazione con aminoacidi per favorire la crescita muscolare, ma anche quali potenziali rischi si corrono con una stimolazione continua dei fattori di crescita. Quando il corpo è perennemente impegnato nella proliferazione cellulare non lascia spazio ai meccanismi di riparazione, aumentando quindi la velocità di invecchiamento e il rischio di contrarre precocemente varie malattie, da quelle cardiovascolari e neuro degenerative fino ad arrivare al cancro. Se ci pensate, diverse forme di digiuno periodico hanno avuto origine da pratiche religiose antichissime oppure sono state imposte da condizioni di carenza di cibo. Forse qualcuno ricorderà che, fino a qualche decennio fa, molti dei nostri nonni o bisnonni erano soliti effettuare dei brevi periodi di digiuno o assumere periodicamente il sale inglese come purgante, una sorta di reset come diremmo noi oggi. Cosa bisognerebbe fare allora per ottenere il massimo dei benefici che la stimolazione proteica ci può dare relativamente alla nostra struttura fisica, ma allo stesso tempo riducendo il più possibile i rischi di contrarre precocemente le malattie legate all’invecchiamento? La [...]

Recovery proteica

di |2017-02-13T11:46:45+01:0013 Ottobre 2016|

Come articolo introduttivo della rubrica, abbiamo deciso con Leonardo di parlare della recovery proteica, un argomento di sicuro interesse, ma che pensavo di affrontare più avanti poiché coinvolge vari dei concetti fondamentali oggetto del mio approfondimento in tema di salute. Però poi pensandoci bene mi sono reso conto che le strategie di integrazione con aminoacidi, largamente diffuse in ambito sportivo, sfruttano esattamente gli stessi meccanismi cellulari sui quali intervengono le mie tecniche. Per questo immagino che tali meccanismi siano abbastanza noti alla maggior parte degli utilizzatori dei vari prodotti in commercio, ad ogni modo credo sia opportuno riassumere brevemente alcuni concetti fondamentali. Lo scopo dell’integrazione con aminoacidi (o comunque di un elevato apporto proteico con l’alimentazione) è quello di stimolare l’attività di mTOR, una proteina chinasi che comanda la proliferazione cellulare e la sintesi proteica, in pratica la sua funzione è quella di regolare la crescita. I risultati di questa stimolazione sono ben noti, sia a livello pratico che grazie ai risultati di numerosi studi clinici, nei quali è stato dimostrato che gli aminoacidi ramificati (BCAA) riducono la fatica, accelerano [...]

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