L’acqua è di gran lunga l’alimento che più ci è necessario e che assumiamo in quantità più elevata di ogni altro. Infatti, mentre un digiuno può essere portato avanti anche per alcune settimane, non riusciremmo a resistere più di qualche giorno senza bere.

Fonte acqua

Come tutti gli alimenti anche l’acqua possiede le sue sostanze nutritive, rappresentate dai tanti sali minerali in essa disciolti, più sono numerosi e più è ricca di nutrimento. Proprio il contenuto di sali minerali è fonte di classificazione e soprattutto di pareri contrastanti sui diversi tipi di acqua.

La quantità di minerali presenti in un litro di acqua, dopo evaporazione a 180°C, rappresenta il famoso residuo fisso, in base al quale le acque vengono classificate come:

– Minimamente mineralizzate (residuo fisso < 50mg/l)

– Oligominerali (residuo fisso tra 50 e 500 mg/l)

– Medio minerali (residuo fisso tra 500 e 1500 mg/l)

– Ricche di sali minerali (residuo fisso > 1500 mg/l)

Le acque con elevato contenuto di minerali, dette anche “dure”, sono responsabili della formazione di calcare negli elettrodomestici o nei rubinetti e questa caratteristica ha contribuito alla supposizione diffusa che queste acque potessero avere un effetto dannoso per la salute.

Diversi studi epidemiologici (alcuni risalenti già agli anni 50) hanno invece dimostrato che un’acqua dura non aumenta il rischio di calcoli e malattie cardiovascolari, al contrario è stata riscontrata una correlazione inversa, ovvero un effetto protettivo dovuto in particolare al contenuto di magnesio (indispensabile per molti processi metabolici) e di calcio (fondamentale anche per la salute delle ossa e per la prevenzione di alcuni tumori).

Acqua anziana

L’importanza del contenuto di calcio nell’acqua è presto spiegata. I calcoli renali sono dovuti all’ossalato di calcio, un composto insolubile che può formarsi in vari modi a partire dagli ossalati, sostanze contenute in molti cibi. Se gli ossalati incontrano il calcio dell’acqua durante la digestione, l’ossalato di calcio si forma nel tubo digerente e viene poi espulso. Se invece beviamo acqua minimamente mineralizzata (magari sempre lontano dai pasti) e assumiamo invece calcio in altre forme (ad esempio sotto forma di integratori) allora questo composto insolubile si formerà molto più facilmente a livello renale, aumentando quindi il rischio di calcolosi.

Inoltre le acqua addolcite, a parte la perdita di minerali dall’effetto protettivo quali magnesio e calcio, tendono ad avere un più elevato contenuto di sodio, che generalmente sarebbe meglio evitare. Installare in casa un addolcitore può sicuramente essere utile per alimentare gli elettrodomestici, ma non trova valida giustificazione per l’uso potabile.

Per gli sportivi in particolare è quindi importante selezionare un’acqua col giusto contenuto di minerali, piuttosto che bere solamente acque “povere” e dover ricorrere sempre ad integratori.

Non dimentichiamo inoltre che la diuresi è favorita da qualsiasi tipo di acqua (non solo da quelle minimamente mineralizzate) e che un altro stimolo importante è rappresentato dall’attività fisica.

Acqua bicchieri

Riguardo invece il classico consiglio di quanta acqua bere c’è da dire che non esiste una regola valida per tutti, oltre al fabbisogno soggettivo (e legato al periodo dell’anno) bisogna considerare il consumo di alimenti ricchi di acqua come frutta e verdura. Bere in modo eccessivo presenta anche degli effetti negativi, come l’eliminazione troppo rapida di alcune vitamine idrosolubili, ad esempio la vitamina C e quelle del gruppo B.

Il colore delle urine è generalmente un buon indicatore del corretto consumo di acqua, un colore troppo chiaro indica infatti un eccessivo apporto idrico, mentre un colore eccessivamente scuro è un esplicito segno di disidratazione.

Vediamo ora alcuni consigli di carattere generale ma che è importante conoscere nella scelta dell’acqua. Un primo aspetto da tenere in considerazione sono le sostanze contaminanti che si possono trovare sia nelle acque confezionate che in quella del rubinetto.

Pericolo

L’arsenico è uno tra i principali contaminanti ed in molte acque imbottigliate è presente in quantità prossima alla soglia massima ammessa pari a 10 microgrammi per litro. Molti esperti ritengono che questa sostanza produca effetti nocivi per il sistema nervoso già alla concentrazione di 5 microgrammi per litro, per tale motivo nel 2010 è uscito uno studio che analizza il contenuto di arsenico delle varie acque minerali europee.

Per quanto riguarda invece la contaminazione dell’acqua del rubinetto, uno degli esempi principali è rappresentato dalla zona del Viterbese, dove per circa 40 anni ci sono stati problemi di concentrazione di arsenico ben superiore alla norma.

Ma le nostre acque potabili possono essere interessate dalla contaminazione con diverse altre sostanze pericolose tra cui i pesticidi, che si trovano sempre più diffusamente anche nelle falde profonde, oppure alcuni metalli pesanti, risultato dell’erosione di vecchie tubature in piombo che sono ancora presenti in alcuni centri urbani o vecchi edifici.

Bottiglie acqua plastica

Anche le acque confezionate possono essere contaminate da sostanze rilasciate dalle bottiglie in plastica quando queste vengono lasciate esposte al sole oppure ad elevate temperature, molto meglio quindi utilizzare dei contenitori in vetro.

Una via di mezzo tra l’acqua del rubinetto e quella imbottigliata è rappresentata dalle “casette dell’acqua”, ovvero quei punti di distribuzione dell’acqua di acquedotto che subisce minimi trattamenti rispetto alla comune acqua del rubinetto, in genere una riduzione del cloro residuo e un leggero addolcimento.

Casa acqua

La qualità dell’acqua distribuita presso le casette è sostanzialmente analoga a quella del rubinetto, garantita dalla società erogatrice e controllata da ARPA o ASL competente, ma in più offre un gusto generalmente migliore. Inoltre per chi vive in abitazioni con vecchie tubature permette di evitare il rischio di contaminazione da metalli pesanti.

Chiudiamo ricordando che per tutte le acque, sia quelle distribuite in bottiglia che quelle di acquedotto, sono disponibili sulla confezione o sul web le tabelle con le caratteristiche chimico-fisiche. Sull’interpretazione di queste tabelle torneremo con un prossimo articolo, dando anche delle indicazioni pratiche in modo che ognuno possa scegliere le caratteristiche della propria acqua ideale.